Orchestra Fiati

del Complesso Bandistico

di Albino

 

 

Direttore

Savino Acquaviva

 

Testi e Racconti di

Fabio Terzi

 

Coro

“Stella Alpina” gruppo Alpini

1915

Il trascorrere del tempo allontana in modo naturale i fatti e gli eventi del passato determinando una  trascolorazione dei ricordi che si affievoliscono, perdendosi nella nebulosa lattiginosa della lontananza. Per le generazioni che non hanno vissuto i drammatici accadimenti della guerra questo effetto è ancora più evidente; per le ultime generazioni, infine, i fatti non esistono più se non nella dimensione delle pagine di un libro o di un documentario dove, frammisti ad altri fatti diventano una neutra narrazione di fatti storici da leggere a volte con curiosità a volte - il più delle volte - da studiare obbligatoriamente, magari con il meno impegno possibile. Relegati in questa dimensione, visti nella prospettiva storica  e della ricerca storiografica, i fatti subiscono una sorta di “spersonalizzazione”.

Non esiste più l'uomo, “il signor Carrara Bonifacio” [nome di fantasia] che viene sostituito dal “soldato”, “sergente” o “maggiore”; e le speranze, i sogni, i desideri, le paure del signor Carrara Bonifacio  - di ogni singolo signor Carrara Bonifacio - nulla o poco resta. Così come delle speranze, i sogni, i desideri, le paure dei famigliari, della madre, del padre, dei figli del signor Carrara Bonifacio nulla o poco resta.

E così gli uomini che marciando (e pensano) si spostano diventano “ripiegamenti”, “attacchi”, più o meno brillanti “operazioni belliche”; e così gli uomini che muoiono (e pensano) diventano “caduti” o “eroi”; e così gli uomini con le carni dilaniate (e pensano) diventano “feriti” o “invalidi di guerra”; e così gli uomini che tornano dal fronte (e pensano) diventano “reduci”.

E' chiaro che non si vuole qui sminuire, ne tantomeno negare, la fondamentale funzione della ricostruzione storica e della ricerca storiografica ed il suo indispensabile contributo alla conservazione della memoria e del ricordo ma piuttosto porre l'accento su come l'arte - soprattutto l'arte e forse solo l'arte - sia lo strumento in grado di ricostruire quella trama di emozioni, quel tessuto di sentimenti, quell'inafferrabile ordito di sensazioni e pensieri dell'uomo.

La musica, secondo Mozart, non è creazione ma una intuizione del reale; è per questo che essa è in grado di produrre nell'animo umano emozioni uniche, di far rivivere eventi passati, di dare senso al presente e di proiettarsi nel futuro.

Con “1915”, un concerto che trae spunto dal centesimo anniversario dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, l'orchestra fiati del complesso bandistico di Albino si propone di coniugare elementi di ricerca storiografica, testi originali, testimonianze dal fronte e trame emotive che risuonano, con forza esplosiva, anche negli spettatori. 

Un concerto che termina, non terminando, con il suono straziante con il quale inizia; a ricordare le guerre che sono succedute alla prima guerra mondiale; a ricordare le guerre oggi in corso.

A ricordare - ammonendoci ed invitandoci ad una ricerca di pace - le guerre che verranno.

 

 

                                                                                                        Secondo Pausanio